Partenza all'alba di una tranquilla domenica di Novembre.
Un orario in cui i braccianti e gli agricoltori rumoreggiano tra saracinesche e mezzi agricoli. Un orario in cui parte della gioventù sgrammaticata e truzza ritorna allegramente dalla propria serata in discoteca, fermandosi giusto in tempo per una colazione a base di prosecco. L'ennesimo.
La colazione mancina, invece, è a base del solito cornetto ed espressino, si fa tutto in fretta, direzione Faenza.
Strumenti in spalla, anzi nel bagagliaio.
Soundtrack del viaggio affidata al porta-cd di Antonio e alla scelta di Nico. La combinazione delle due cose ci porta dritti tra Muse, Kings of Leon e Killers. E per almeno 8 volte il nuovo album dei Negramaro: per capire, per studiare, perchè era appena uscito. Ed è proprio in quel momento che la nostra empatia ci fa rattristire. Il povero campionatore dei Negramaro, relegato ad un paio di intro, un mezzo solo e nient'altro. Lui che ci prova sempre, album dopo album: "Posso suonare adesso? Posso fare qualcosa?"
L'autostrada ci lascia andare, tra cambi di guidatore, snack cioccolatosi e semini di Tortona.
I famosi e tanto ricercati "Semini di Tortona". Se non sapete cosa sia questa prelibatezza, evitate di chiedere informazioni a riguardo. E' un segreto che ci si tramanda da generazioni. Sappiate solo che il pane con i semini di Tortona è più buono di quello con i semi di sesamo, e che ai matrimoni ormai il riso ha lasciato il posto ai semini di Tortona.L'arrivo a Faenza ci lascia impietriti dal freddo, congelati. Piove, fa freddo e le mani non rispondono alle nostre volontà.
Non c'è tempo per riscaldarsi, l'incontro con Luigi appena rientrato da un acquisto di uno strumento musicale e poi si comincia il pellegrinaggio mediatico/radiofonico/indipendente. Stand contro stand, su stand. E ancora stand. Ma forse meno dell'anno scorso.
E' sempre un piacere ritrovare amici delle diverse realtà pugliesi, musicisti e operatori, e amici sparsi in tutta Italia. Anche loro con kilometri alle spalle, nottate in treno, auto e ostelli.
E' sempre un piacere, consegnando un proprio demo, sentirsi dire: "Siete voi i Two Left Shoes??? Ma la nostra radio vi passa già da un anno, che bello conoscervi!" E' sempre un piacere. Anche se fuori comincia a nevicare.
L'ormai classico panino di mille avventure "salame piccante e mozzarella" fa la sua bella figura, anche se mangiato mentre eravamo rintanati in auto, sfogliando XL e con l'aria accesa ed impostata su "Caldo Sahariano di Mezza Estate".
Interessanti le proposte Indipendulo, anche se poi mi è stato riferito di frullatori e rumori. Nutro i miei dubbi, ma eravamo già nella nostra tenda asuonare.
1.200 kilometri per suonare 15 minuti.
I Two Left Shoes in quei 15 minuti ci mettono l'anima. Anche se è la tenda I è l'unica in cui non funziona il riscaldamento. Anche se non c'è nessuno della giuria presente. Anche se ci aspetta una nottata per il ritorno a casa.
Altri kilometri, altre fermate all'autogrill, di nuovo l'album dei Negramaro. Giuro, non l'ho più ascoltato da quel 28 Novembre.
Il ritorno sarà caratterizzato da una epifania per Antonio: Tortona c'è sulle cartine. Si spera che anche i famosi semini possano trovare posto in qualche pubblicazione.
In conclusione ho scoperto che gli Oreo sono più buoni dei Ringo, Luigi ha una nuova chitarra acustica, i The Crazy Crazy World of Mr. Rubik hanno effettuato un'operazione a cuore aperto al loro basso durante il live, Nico è stato scambiato un paio di volte per un giornalista di Rockit. Ho capito che se per caso cadessi in ginocchio ai piedi del tuo idolo di gioventù lui ti guarderebbe, ti fisserebbe, aspetterebbe che ti rialzassi e poi andrebbe via senza porgerti neanche la mano; ma questa è un'altra storia.
Ciao Faenza, ciao MEI.
Alex.two.left.shoes




